Giornata della Terra: 5 impatti positivi dell’ecoturismo

Il 22 aprile è la Giornata internazionale della Terra, una data che ribadisce quanto sia importante ripensare il nostro rapporto con le risorse naturali.

In uno scenario di consumo eccessivo e degrado ambientale, anche il turismo va ripensato. Secondo il World Travel and Tourism Council (WTTC), il settore dei viaggi è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di gas serra (dati 2023).

Il turismo, però, se è pianificato bene può far parte della soluzione. È in questo contesto che si distingue l’ecoturismo sostenibile. «L’ecoturismo, quando è praticato in modo responsabile e con il coinvolgimento delle comunità locali, può generare reddito senza distruggere gli ecosistemi. Trasforma i visitatori in alleati della conservazione», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO, piattaforma globale di ecoturismo.

Per questo il turismo sostenibile e responsabile, quello che coinvolge le comunità locali e rispetta i limiti degli ecosistemi, funziona meglio nel preservare la natura e nel costruire alternative economiche durature.

In questa Giornata della Terra, ecco cinque impatti positivi dell’ecoturismo:

1. Conservazione della biodiversità

L’ecoturismo spinge a proteggere le aree naturali perché dà un valore economico alla conservazione. Destinazioni che prima subivano deforestazione, caccia e attività mineraria illegale oggi vedono nella tutela della biodiversità una fonte di reddito continua e legittima.

Caiman, Pantanal
Photo: Felipe Castellari

2. Rafforzamento delle comunità locali

Dando lavoro a guide, artigiani, piccoli produttori e proprietari di lodge a conduzione familiare, l’ecoturismo distribuisce il reddito in modo decentrato. «Questo modello aiuta le persone a restare nel loro territorio, con dignità e da protagoniste», spiega Lucas Ribeiro.

impatti positivi dell'ecoturismo
Photo: Aurelie-Poilleux

3. Educazione ambientale

I viaggi di ecoturismo offrono un’esperienza di apprendimento diretta, a contatto con la natura e con i saperi locali. Chi visita un territorio ne conosce le sfide ambientali e torna a casa più consapevole del proprio ruolo di cittadino.

Cristalino Lodge, Amazzonia
Photo: João Paulo Krajewski

4. Stimolo all’economia circolare

La logica del «consumare locale» è centrale nell’ecoturismo. Cibo, trasporti e prodotti tipici hanno la priorità: si rafforza la filiera corta e si riduce l’impronta di carbonio legata al viaggio.

Cerrado Rupestre, Jalapão
Photo: Clovis Cruvinel

5. Riconnessione con il pianeta

Più che uno stile di viaggio, l’ecoturismo invita a cambiare mentalità: uscire dalla modalità consumo per entrare in un ritmo più attento, più sensibile ai tempi della terra. In un momento di urgenza ambientale, questo atteggiamento diventa un gesto politico.

Lençóis Maranhenses
Photo: Paraíso do Caju

Sostenibilità

Nei biomi sottoposti a forte pressione, come l’Amazzonia e il Pantanal, gli impatti positivi dell’ecoturismo si sono rivelati un’alternativa concreta all’avanzata di attività predatorie come la deforestazione, l’attività mineraria e il turismo incontrollato.

Più che una camminata in mezzo alla natura, questo tipo di turismo invita a riconnettersi: con l’ambiente, con i modi di vivere tradizionali e, soprattutto, con i limiti del pianeta. In tempi di emergenza climatica, scarsità d’acqua e degrado accelerato degli ecosistemi, questa riconnessione non è più una scelta individuale. È una necessità collettiva, urgente e inderogabile.

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