Dalle spedizioni immersive in Amazzonia al trekking sull’Himalaya, le donne over 50 dimostrano che questa fase della vita porta con sé esattamente la libertà e la sicurezza che servono per esplorare la natura
Dimentica l’idea che il turismo di natura sia riservato ai giovani. Sempre più donne over 50 si allacciano gli scarponi, preparano lo zaino, esplorano montagne, partono per safari e si buttano in spedizioni remote.

Il mercato turistico se n’è già accorto e si sta adattando, con itinerari pensati perché queste donne vivano grandi avventure. Che sia per l’indipendenza conquistata dopo aver cresciuto i figli, per la stabilità economica o semplicemente per la voglia di spostare i propri limiti, nella natura trovano una fonte inesauribile di libertà, scoperta di sé e connessione.
Su PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in viaggi avventura in Brasile, la viaggiatrice più assidua è una donna di 60 anni. Scopri la sua storia e quella di altre donne che dimostrano che la maturità è il passaporto per l’avventura!
L’olandese di 60 anni che si è innamorata del Brasile
Katharina Bongaertz, psicoterapeuta olandese, aveva in programma di restare in Brasile un solo mese, durante un periodo sabbatico nel 2023. La cultura vibrante e i paesaggi l’hanno però conquistata a tal punto che alla fine è rimasta quattro mesi. È così che Katharina è diventata la viaggiatrice più assidua di PlanetaEXO. In tre anni ha collezionato sette spedizioni nella natura selvaggia del Brasile.
Ha camminato sugli altopiani del Monte Roraima, ha esplorato le dune dei Lençóis Maranhenses, si è immersa nelle giungle profonde dell’Amazzonia e ha conquistato il Pico da Neblina, la vetta più alta del Brasile. Di quest’ultima avventura ricorda: «È stata un’esperienza incredibile e profondamente speciale. Ho camminato al fianco di guide yanomami e ho passato 10 giorni immersa nella loro quotidianità, dormendo in amaca».

In una quotidianità europea fatta di pazienti ricevuti dentro uno studio, la natura offre a Katharina il contrasto perfetto: vastità, saggezza, nessuna recinzione e nessuna sbarra. Non ha dubbi: la vita all’aria aperta l’ha trasformata. «Credo di essere molto più avventurosa oggi di quanto lo fossi a 20 o 30 anni. È importante mettersi alla prova, cercare nuovi orizzonti e abbattere le barriere».
Katharina ha già programmato il suo prossimo viaggio in Brasile. La prossima destinazione è il Pantanal, per vedere i giaguari!
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Un’esploratrice brasiliana indica l’età come vantaggio strategico
Anche Luciana Palma, chirurga plastica di 55 anni di Rio de Janeiro, colleziona grandi destinazioni. Nella sua lista ci sono il deserto di Atacama, la Patagonia, il Jalapão, i Lençóis Maranhenses, il Pico das Agulhas Negras e la sua grande passione, la Chapada dos Veadeiros, dove è stata tre volte.
Da viaggiatrice over 50, Luciana non vede l’età come un limite, ma come una fase di vantaggi strategici. «I miei figli sono adulti, quindi non devo preoccuparmene. In più, la tecnologia e i mezzi di comunicazione di oggi ci danno molta più sicurezza», spiega.
Sottolinea anche che pianificare e scegliere guide competenti sono le chiavi del successo. La prova della sua energia è l’impegnativa traversata della Serra Fina (sulla tripla frontiera tra São Paulo, Minas Gerais e Rio de Janeiro), che di solito richiede quattro giorni e che lei ha completato in due. Ha affrontato venti forti e una stanchezza estrema, ma in sicurezza.

Il suo messaggio per le donne che hanno paura di partire è pratico e diretto: «Non c’è motivo di privarsi di realizzare un desiderio per paura. Ci sono professionisti che garantiscono l’infrastruttura. Comincia da una destinazione d’avventura vicino a casa. Fatti questo regalo e costruisci la fiducia per passi più grandi».
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Madre e figlio in cima al mondo: legame e ritmo personale in Nepal
Mila Ricetti, architetta di 56 anni di São Paulo, aveva già attraversato il Vale do Pati, in Bahia, e percorso 10.000 km in moto attraverso la Patagonia, un’esperienza che l’ha aiutata a rompere tabù personali e a scoprire la forza femminile sulle strade. Ma è nell’ottobre 2025 che ha vissuto una delle sue avventure più grandi: il trekking del Mardi Himal in Nepal, insieme a suo figlio Lorenzo, 24 anni.
Nonostante il timore iniziale per la propria tenuta cardiovascolare sulle salite intense dell’Himalaya, Mila ha trovato l’equilibrio perfetto tra fatica e calore umano lungo il cammino. «Sono andata al mio ritmo. Non avevo l’aspettativa di dover piantare la bandiera proprio in cima, invece ci sono arrivata e ho visto l’alba. È stato sorprendente e mi ha fatto stare davvero bene capire che posso contare sul mio corpo», racconta.

Mila sottolinea che la maturità porta con sé la resilienza necessaria per capire che i disagi temporanei, come la mancanza di una doccia calda in alta quota, fanno parte dell’esperienza e vengono ripagati immensamente da paesaggi mozzafiato. «La preparazione mentale è fondamentale. Il coraggio serve ad abbattere le barriere. Uscire là fuori e capire le nostre possibilità ci rende più forti e rende più forti anche altre persone».
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