Category: Amazzonia

  • Documentario: il turismo che tiene viva l’Amazzonia

    Documentario: il turismo che tiene viva l’Amazzonia

    Il documentario di PlanetaEXO racconta come il viaggio responsabile faccia avanzare la conservazione della foresta amazzonica: azioni locali che traducono in pratica il discorso sul clima e rafforzano le comunità amazzoniche.

    San Paolo, novembre 2025 – Chiusa la COP30 di Belém, un nuovo documentario ribadisce che proteggere l’Amazzonia dipende sempre di più da un’azione locale e continua. La piattaforma di viaggi sostenibili PlanetaEXO ha appena pubblicato «Il turismo che tiene viva l’Amazzonia», un film di 5 minuti che racconta come le comunità amazzoniche stiano trasformando il turismo in una strategia efficace di conservazione e di reddito.

    Il mini documentario, diretto da Lucas Ribeiro, che di PlanetaEXO è anche fondatore e CEO, raccoglie le testimonianze di abitanti che hanno lasciato le vecchie attività estrattive per modelli di turismo di comunità. Accompagnano i visitatori, condividono i saperi tradizionali e si prendono cura del territorio in prima persona: così dimostrano che si può tenere viva la foresta e insieme rafforzare l’economia locale.

    I dati recenti sulla deforestazione della foresta amazzonica dicono quanto sia urgente muoversi. Tra agosto 2024 e luglio 2025 l’Amazzonia Legale ha registrato 5.796 km² di deforestazione, il tasso più basso da oltre dieci anni secondo PRODES/INPE. Eppure il degrado provocato dagli incendi in Amazzonia vale già quasi il 40% delle perdite recenti, segno che la pressione sul bioma resta alta. Per molte famiglie il turismo diventa l’alternativa concreta per restare sulla propria terra senza ricorrere a pratiche che consumano la foresta.

    Una delle testimonianze più forti del film riassume questo cambio di sguardo. «Il turismo mi ha fatto capire che il prezzo è una cosa e il valore un’altra. Un caboclo abbatte un albero di 300 anni per comprarsi un pollo a pranzo e resta senza cena. Quello è il prezzo. Ma quando capisci il valore, è lì che le cose iniziano a cambiare», dice Roberto Britto, ex taglialegna e oggi imprenditore del turismo.

    Il turismo mi ha fatto capire che il prezzo è una cosa e il valore un’altra. Un caboclo abbatte un albero di 300 anni per comprarsi un pollo a pranzo e resta senza cena. Quello è il prezzo. Ma quando capisci il valore, è lì che le cose iniziano a cambiare.

    Copertina del documentario PlanetaEXO sul turismo sostenibile che tiene viva la foresta amazzonica

    Roberto Britto
    PlanetaEXO registra un interesse crescente per il viaggio responsabile, che sostiene i progetti delle comunità e amplifica l’impatto positivo dell’ecoturismo. Nel 2025 la piattaforma ha contato un aumento del 210% dei turisti in Amazzonia rispetto all’anno precedente, con visitatori da Stati Uniti, Francia, Germania e altri Paesi.

    I dati della Banca Mondiale indicano che il turismo sostenibile genera già circa 2,3 miliardi di dollari l’anno in Amazzonia. La cifra resta lontana dai 45 miliardi di dollari prodotti dalle attività estrattive, ma è un mercato nuovo e in crescita. Il documentario di PlanetaEXO dà spazio alle storie delle popolazioni della foresta che nel turismo responsabile hanno trovato una fonte di reddito più sostenibile.

    «Il film mette al centro le persone che stanno dietro a questo lavoro. Con parole loro raccontano come il turismo abbia cambiato la vita di tutti i giorni, portato indipendenza e offerto un’alternativa dignitosa all’estrattivismo», dice Lucas Ribeiro. Sono testimonianze che completano in modo concreto i temi climatici sollevati durante la COP30.

    Scheda tecnica «Il turismo che tiene viva l’Amazzonia»

    Formato: documentario

    Durata: 5 minuti

    Regia: Lucas Ribeiro
    Interviste: Larissa Mariano e Isadora Sá

    Assistente di produzione: Lucas Pinelli

    Partecipanti: Joarlison Garrido – Comunità Nova Esperança; José Pancrácio – Comunità Nova Esperança; Roberto Brito – Comunità Tumbira; e Izolena Garrido – Comunità Tumbira

    Director: Lucas Ribeiro

    Interviews: Larissa Mariano and Isadora Sá

    Production Assistant: Lucas Pinelli

    Participants: Joarlison Garrido – Nova Esperança Community; José Pancrácio – Nova Esperança Community; Roberto Brito – Tumbira Community; and Izolena Garrido – Tumbira Community

    Abitanti di una comunità rivierasca dell'Amazzonia raccontano la loro storia di conservazione

    Abitante della comunità di Tumbira in piedi nella foresta amazzonica

    Membro di una comunità amazzonica al lavoro nel verde fitto della foresta

    Attività di turismo sostenibile con i visitatori dentro una comunità amazzonica

    Barca che scivola lungo un fiume nella foresta amazzonica

    La conservazione della foresta all'opera in una comunità rivierasca dell'Amazzonia

    Scena di ecoturismo gestito dalla comunità nel cuore della foresta amazzonica

    Guida locale mostra ai visitatori la foresta amazzonica viva

    Esperienza di viaggio sostenibile a sostegno di una comunità amazzonica

    Chioma fitta della foresta amazzonica preservata grazie al turismo sostenibile

  • Manaus, Brasile: cosa vedere, dove mangiare e come muoversi

    Manaus, Brasile: cosa vedere, dove mangiare e come muoversi

    Ecco i nostri consigli per goderti Manaus fino in fondo e immergerti in una città che mette insieme atmosfera urbana e natura amazzonica.

    Manaus, capoluogo dello stato di Amazonas, in Brasile, è finita nella lista del The New York Times fra i 52 posti al mondo che vale la pena visitare. Chi ci arriva di solito si ferma poco, giusto il tempo di ripartire verso la foresta amazzonica, e quasi nessuno immagina quanto sia bella e autentica.

    Oltre alla natura, Manaus ha storia e cultura da vendere. È la porta d’accesso principale all’Amazzonia e ha qualcosa per tutti: crociere fluviali, spedizioni nella giungla e una cucina locale che racconta la biodiversità della regione.

    PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in tour in Amazzonia in Brasile, ha messo insieme una guida completa di Manaus per aiutarti a muoverti in città. Continua a leggere.

    Manaus in breve

    Manaus nasce nel XVII secolo come forte portoghese e cresce in fretta durante il boom della gomma di fine Ottocento. Il nome è un omaggio al gruppo indigeno dei Manaós, che allora abitava il territorio: Manaus significa “madre degli dei”.

    Facciata di un edificio coloniale storico rosso e rosa a Manaus, con l'architettura dell'epoca del boom della gomma.
    @manauschibata

    Il boom della gomma fu così ricco che la città si guadagnò il soprannome di “Parigi dei Tropici”, ma durò poco, travolto dalla concorrenza straniera. Manaus si è reinventata lo stesso: oggi è una metropoli regionale dove vivono 2,3 milioni di persone e un polo di ecoturismo in piena crescita, fra architettura coloniale, mercati affollati e verde ovunque.

    Dove si trova Manaus?

    Manaus sta nello stato di Amazonas, nella Regione Nord del Brasile. Si trova nella parte centro-orientale dello stato ed è un’area metropolitana segnata in profondità dal Rio Negro e dal Rio delle Amazzoni.

    Per cosa è famosa Manaus?

    Manaus è conosciuta soprattutto come porta d’accesso principale alla foresta amazzonica e come grande meta di ecoturismo, non solo in Brasile ma nel mondo.

    Quello che la rende affascinante, e che vale il viaggio, è proprio il mix fra città e natura.

    Veduta aerea di un fiume azzurro che serpeggia nel verde fitto della foresta amazzonica vicino a Manaus.
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    Manaus: quando andare

    Manaus ha un clima equatoriale da foresta pluviale, con due stagioni principali: quella delle piogge, da dicembre a maggio, e quella secca, da giugno a novembre.

    Dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio

    È il periodo in cui la foresta è più rigogliosa, quindi il momento giusto per i tour in barca. Con il livello dell’acqua alto entri in canoa negli igapós, le foreste allagate, e vedi l’Amazzonia da un punto di vista che di solito ti sfugge.

    Alberi della foresta amazzonica riflessi nell'acqua scura e calma di una foresta allagata durante la stagione delle piogge.
    Photo: @buyehelen

    Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre

    Ottimo periodo per camminare e avvistare animali, perché la fauna si concentra vicino ai fiumi e alle pozze d’acqua. È anche il momento migliore per il famoso Incontro delle Acque, dove il Rio Negro e il Rio Solimões si incontrano.

    👉 Leggi anche: Qual è il periodo migliore per visitare l’Amazzonia in Brasile

    Come arrivare a Manaus?

    Quasi tutti arrivano in aereo, all’Aeroporto Internazionale Eduardo Gomes (MAO), collegato da voli diretti con diverse grandi città brasiliane (Belém, Belo Horizonte, Brasília, Fortaleza, Recife, Rio de Janeiro e São Paulo) e con poche destinazioni internazionali.

    Non ci sono voli diretti dagli Stati Uniti o dall’Europa, quindi chi arriva da fuori deve passare prima da Bogotá (BOG), Panama (PTY) o Curaçao (CUR).

    I voli dal Nord America o dall’Europa fanno di solito scalo a São Paulo (GRU/VCP), Rio de Janeiro (GIG) o Brasília (BSB). Da lì servono 3-4 ore per arrivare a Manaus con Azul o GOL.

    Vista dal finestrino di un aereo, oltre l'ala, verso le nuvole e il paesaggio amazzonico più in basso.
    @villaamazonia

    👉 Leggi anche: Come arrivare nella foresta amazzonica in Brasile?

    Manaus: cosa vedere e cosa fare

    Una guida di Manaus senza un elenco di cose da fare non è una guida, e qui la scelta è ampia: esperienze e tour pensati per farti conoscere la natura amazzonica e la cultura locale.

    Ecco la selezione di PlanetaEXO.

    Tour del centro storico

    Il tour del centro storico è il modo più diretto per entrare nel cuore culturale e gastronomico della città.

    Si cammina fra edifici e monumenti che raccontano la storia di Manaus: il Mercato Adolpho Lisboa, il Palácio Rio Negro, la chiesa di São Sebastião e la Casa Museo Eduardo Ribeiro. Perfetto per chi ama la storia e le esperienze culturali.

    Fontana in ghisa verde in una piazza pubblica del centro storico di Manaus, circondata da alberi.
    @janelasdemanaus

    Teatro Amazonas

    Il Teatro Amazonas è una parte fondamentale della storia di Manaus. Costruito durante il boom della gomma, era un grande teatro d’opera. Oggi è uno dei simboli più amati della città e si può visitare.

    Approfittane per fare due passi nel Largo de São Sebastião, con la chiesa centrale e la piazza sempre viva tutt’intorno.

    Indirizzo: Av. Eduardo Ribeiro, 659, Centro, Manaus

    La facciata neoclassica rosa e la cupola di piastrelle colorate del Teatro Amazonas di Manaus, sotto un cielo azzurro.
    @manausnasfotos

    MUSA (Museo dell’Amazzonia)

    Il MUSA racconta la diversità socioculturale e biologica dell’Amazzonia con mostre tematiche e camminate nella foresta.

    Occupa un’area di 100 ettari dentro la Riserva Forestale Adolpho Ducke, ha una torre di osservazione di 42 metri e centinaia di specie vegetali: orchidee, bromelie, aracee, palme e altro ancora. Ci sono anche animali, fra cui serpenti, scorpioni, ragni e farfalle.

    Indirizzo: Av. Margarita, 6305 (ex Av. Uirapuru), Jorge Teixeira, Manaus

    Alta torre di osservazione in metallo che supera la volta verde e fitta della foresta amazzonica, al MUSA.
    @alaisooon

    Incontro delle Acque

    L’Incontro delle Acque è uno dei fenomeni naturali più impressionanti del Brasile. Il Rio Negro e il Rio Solimões si incontrano ma non si mescolano davvero, perché hanno velocità di corrente, temperatura e acidità diverse.

    L’acqua nera e quella marrone disegnano una linea di contrasto netta che separa i due fiumi senza sforzo. Dall’alto è una vista che resta impressa.

    Veduta aerea della linea di separazione netta dove il Rio Negro nero incontra il Rio Solimões marrone.
    @fromflora

    👉 Leggi anche: 15 curiosità sulla foresta amazzonica in Brasile

    Bosque da Ciência (INPA)

    Per chi ama gli animali, il Bosque da Ciência, gestito dall’INPA (Istituto Nazionale di Ricerche sull’Amazzonia), è quasi una tappa obbligata per chi visita Manaus.

    Ci sono visite guidate per conoscere gli animali amazzonici che girano liberi, dalle api native alle lontre giganti. Se la fauna non è la tua priorità, le mostre spiegano comunque la flora e la biodiversità della regione.

    Indirizzo: Av. Bem-Te-Vi, s/n, Petrópolis, Manaus

    Piccole scimmie scoiattolo appoggiate insieme sopra un cartello verde nel Bosque da Ciência dell'INPA.
    @yu.jhima

    Mirante Lúcia Almeida

    Per la vista più ampia su Manaus c’è il Mirante Lúcia Almeida. Sta vicino al Teatro Amazonas e guarda dall’alto la città e il Rio Negro.

    È il posto giusto per rilassarsi, fare foto e godersi il profilo della città.

    Indirizzo: Av. Sete de Setembro, 8, Centro, Manaus

    Vista notturna dell'edificio illuminato del Mirante Lúcia Almeida riflesso nell'acqua del fiume, a Manaus.

    I migliori tour in Amazzonia con partenza da Manaus

    La maggior parte dei tour in Amazzonia parte da Manaus e punta verso le zone di ecoturismo della foresta: Anavilhanas e il Parco Nazionale del Jaú, Presidente Figueiredo, Careiro. Qui sotto qualche opzione.

    TOUR PUNTI SALIENTI DURATA PREZZO A PARTIRE DA*
    Crociera in Amazzonia Alloggio a bordo, spedizioni ad Anavilhanas e Jaú, esplorazione di grotte, camminate, spiagge fluviali, osservazione della fauna, visita ai gruppi indigeni. 4 giorni
    5 giorni
    7 giorni
    € 2.105
    Crociera di lusso in Amazzonia Alloggio di lusso a bordo, Incontro delle Acque, Lago Janauari, trekking nella giungla, pesca, giri in barca, uscite notturne, spiagge fluviali, luau. 5 giorni € 3.165
    Anavilhanas Jungle Lodge Soggiorno di lusso ad Anavilhanas, camminate, canoa, osservazione della fauna, pesca, lezioni di tiro con l’arco, visita alle comunità locali. 6 giorni € 2.695
    Tour nella giungla amazzonica brasiliana Soggiorno accessibile, osservazione degli uccelli, pesca, gite in canoa, trekking nella foresta, Incontro delle Acque, visita ai mercati locali. 3 giorni
    4 giorni
    5 giorni
    € 495
    Mirante do Gavião Exclusive Amazon Lodge Soggiorno di alto livello, kayak, stand up paddle, esplorazione di grotte, osservazione della fauna, giri in barca. 4 giorni
    5 giorni
    € 1.580
    Tour in kayak in Amazzonia Kayak, campeggio nella foresta, camminate, pesca, avvistamento di caimani, visita alle comunità. 4 giorni € 505
    Tour di sopravvivenza nella giungla amazzonica Campeggio nella foresta, lezioni di tecniche di sopravvivenza, trekking, canoa, osservazione della fauna. 4 giorni
    6 giorni
    € 805

    *A persona, in camera doppia, su partenze di gruppo. I prezzi possono variare in base alla stagione e alla disponibilità. Cambio aggiornato al 6 febbraio 2026; soggetto a variazioni.

    PlanetaEXO ha un’intera selezione di tour nella foresta amazzonica in Brasile. Dai un’occhiata alle nostre avventure.

    👉 Leggi anche:

    Come muoversi a Manaus?

    Per spostarti a Manaus hai alcune opzioni:

    • Autobus urbani: Manaus ha una rete di autobus economica, ma nelle ore di punta è affollata e a volte poco affidabile. La sicurezza è un tema, per via dei borseggi, quindi tieni al sicuro gli oggetti di valore e resta attento. Le linee si controllano con app come Moovit e Ônibus Manaus.
    • App di ride sharing: Uber e 99 App offrono corse sicure a prezzo fissato, quindi vanno bene per chi viaggia da solo, per gli spostamenti notturni e per chi non conosce la zona.
    • Traghetti e barche: per il trasporto fluviale, i traghetti e le imbarcazioni che partono dal Porto di Manaus portano nelle zone circostanti e più dentro l’Amazzonia. Affidati a operatori seri e segui le indicazioni di sicurezza per viaggiare tranquillo.

    porto di manaus

    Dove mangiare a Manaus

    La città è uno dei centri della cucina amazzonica, famosa per piatti che altrove non trovi. Hai fame? La guida di Manaus di PlanetaEXO ha messo in fila qualche indirizzo locale per assaggiare i sapori della foresta.

    Biatüwi $$$

    Biatüwi è una casa di cucina indigena nel cuore di Manaus, un’esperienza che nasce dentro la cultura indigena amazzonica.

    Indirizzo: R. Bernardo Ramos, 97, Centro, Manaus

    Primo piano di una persona che spolvera farina di manioca su un pesce arrosto servito su una foglia di banano.
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    Caxiri Manaus $$$

    Con una bella vista sul Teatro Amazonas, il Caxiri propone una cucina raffinata che celebra i prodotti locali. Il menù è descritto come una fusione fra piatti tradizionali brasiliani e cultura amazzonica.

    Indirizzo: R. 10 de Julho, 495, Centro, Manaus

    Piatto ricercato a base di gamberi servito in una ciotola bianca in un ristorante di Manaus.
    @caxiri_amazonia

    Tambaqui de Banda $$

    Il piatto simbolo del Tambaqui de Banda è il tambaqui alla griglia (un pesce di fiume locale) preparato alla maniera tradizionale. Il locale è conosciuto in tutto il mondo per l’amore e il rispetto con cui tratta i sapori amazzonici, e ha posti dentro e fuori, con una bella vista sul Teatro Amazonas.

    Indirizzo: R. José Clemente, 596, Centro, Manaus

    O Lenhador $$$

    O Lenhador serve diversi piatti della tradizione, con molta carne di produzione regionale e porzioni abbondanti. L’atmosfera rustica lo ha reso uno degli indirizzi preferiti da chi vuole mangiare come si mangia qui.

    Indirizzo: Av. do Turismo, 2371, Ponta Negra, Manaus

    Tambaqui alla griglia servito intero su una foglia di banano, con vinaigrette e fette di lime.
    @restauranteolenhador

    Peixaria Morada do Peixe $$

    Piccolo ristorante di pesce, la Peixaria Morada do Peixe è apprezzata per il pescato fresco e per i piatti amazzonici autentici. Si è specializzata in ricette regionali come il tambaqui e il pirarucu, e l’ambiente rilassato lascia il tempo di assaggiare con calma la cucina di Manaus.

    Indirizzo: Beco Goiania, Conjunto Jardim Versalles, Planalto, Manaus

    Banzeiro Manaus $$$

    Il Banzeiro Manaus unisce sapori tradizionali e tecniche contemporanee, e il menù gira attorno a ricette e ingredienti della regione: tacacá, tambaqui, cupuaçu e perfino le formiche tagliafoglie.

    Indirizzo: R. Libertador, 102, Nossa Senhora das Graças, Manaus

    Cachaçaria do Dedé $$$

    Famosa per la selezione di cachaças di qualità e per i piatti di ispirazione amazzonica, la Cachaçaria do Dedé mette insieme sapori locali e tradizione culinaria brasiliana.

    Indirizzo: R. do Comercio, 1003-F (Box 4), Parque 10 de Novembro, Manaus

    Dove dormire: hotel a Manaus

    A Manaus ci sono sistemazioni per budget e gusti diversi. Molti hotel stanno vicino alle attrazioni principali, e questo semplifica parecchio le giornate.

    Hotel Villa Amazonia ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

    Boutique hotel nel centro storico, con vista sul giardino, un ristorante di ispirazione amazzonica e una piscina in pietra naturale.

    Indirizzo: R. 10 de Julho, 315, Centro, Manaus

    Piscina all'aperto circondata da giardini tropicali e dai balconi dell'Hotel Villa Amazonia.
    @villaamazonia

    Hotel Mural Living ⭐️⭐️⭐️⭐️

    Hotel moderno e minimalista nel cuore di Manaus, con camere pulite e accoglienti dall’arredamento contemporaneo. Va bene per chi cerca comodità e praticità vicino alle attrazioni principali della città.

    Indirizzo: R. Doutor Moreira, 168, Centro, Manaus

    Hostel Manaus ⭐️⭐️⭐️⭐️

    Vicino al centro storico di Manaus, l’Hostel Manaus offre sistemazioni economiche in un ambiente vivace e accogliente. Ideale per chi viaggia con lo zaino: camerate condivise, camere private e una terrazza sul tetto con vista sulla città.

    Indirizzo: R. Lauro Calvacante, 231, Centro, Manaus

    L'edificio giallo dell'Hostel Manaus visto da fuori, all'ombra di grandi alberi verdi.
    @hostelmanaus

    Manaus Hóteis Millennium ⭐️⭐️⭐️⭐️

    Si trova dentro il Millennium Shopping e ha camere con balcone, piscina sul tetto e vista panoramica.

    Indirizzo: Av. Djalma Batista, 1661, Chapada, Manaus

    Seringal Hotel ⭐️⭐️⭐️⭐️

    A soli 50 metri dal Teatro Amazonas, con camere accoglienti, aria condizionata, Wi-Fi e colazione a buffet.

    Indirizzo: R. Monsenhor Coutinho, 758, Centro, Manaus

    Ramada by Wyndham Manaus Torres Center ⭐️⭐️⭐️

    Hotel moderno vicino al Distretto Industriale, con camere contemporanee, palestra, ristorante interno e colazione a buffet libero. Va bene sia per chi viaggia per lavoro sia per chi è in vacanza.

    Indirizzo: Av. José Lindoso, 280, Coroado, Manaus

    Juma Ópera Hotel ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

    Nel cuore di Manaus, proprio di fronte al Teatro Amazonas, il Juma Ópera Hotel mette insieme fascino storico e lusso moderno. Camere eleganti, piscina sul tetto e un ristorante gourmet di cucina amazzonica: un’ottima scelta per chi vuole un soggiorno di categoria vicino ai luoghi simbolo della città.

    Indirizzo: R. 10 de Julho, 481, Centro, Manaus

    Piscina sul tetto del Juma Ópera Hotel, con vista diretta sulla cupola del Teatro Amazonas.
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    Manaus è sicura?

    Nel complesso Manaus è sicura, ma come in qualsiasi altra destinazione conviene fare attenzione all’incolumità, alla salute e agli oggetti personali. Ecco qualche consiglio di sicurezza per il viaggio:

    • Banche e bancomat: vai in banca solo di giorno, quando c’è il servizio di sicurezza. Preleva solo piccole somme ed evita gli sportelli dove non c’è nessun altro intorno; se puoi, non andarci da solo.
    • Contanti: tieni i soldi divisi e valuta di portare un portafoglio o un marsupio finto con poco denaro dentro, così un eventuale furto pesa meno.
    • Luoghi pubblici e mete turistiche: attenzione ai borseggiatori nelle zone affollate. Evita di mostrare oggetti di valore e usa una borsa che si chiuda bene.
    • Vaccinazioni: pur non essendo obbligatorio, il vaccino contro la febbre gialla è consigliato a chi va in Amazzonia, soprattutto nei Paesi confinanti come Bolivia e Colombia. Il rischio di malaria è basso, anche se qualcuno sceglie comunque una profilassi. Controlla che sia in regola anche l’antitetanica, per stare più tranquillo.
    • Clima: Manaus è calda e umida, quindi bevi spesso, vestiti leggero e usa un repellente per insetti, soprattutto nelle zone di foresta.

    Manaus, Brasile: molto più di una porta d’ingresso all’Amazzonia

    Manaus non è solo una sosta veloce sulla strada per l’Amazzonia: è una città con una storia complessa, una cultura densa e una natura fuori scala. Quando prenoti il viaggio in Amazzonia, tieni da parte qualche giorno per la città. Non te ne pentirai.

    Sole arancione acceso che tramonta dietro le sagome scure degli alberi della foresta amazzonica.

    PlanetaEXO è una piattaforma specializzata in tour nella foresta amazzonica in Brasile e lavora con i migliori operatori locali per garantirti l’esperienza migliore, dalla partenza da Manaus alle attività in mezzo alla foresta. Scrivici subito!

  • COP30 in Brasile: il turismo verde e l’azione per il clima

    COP30 in Brasile: il turismo verde e l’azione per il clima

    Il turismo sostenibile può essere parte della soluzione alla crisi climatica. Scopri come l’ecoturismo, soprattutto nei modelli di base comunitaria, stia entrando nell’agenda della COP30.

    In programma dal 10 al 21 novembre 2025 a Belém, nello Stato del Pará, la COP30 in Brasile dovrebbe segnare una svolta nel dibattito climatico globale e nel modo in cui pensiamo ai viaggi. Oltre ai negoziati, l’evento è anche un’occasione per toccare con mano soluzioni basate sulla natura già in movimento. Il turismo alla COP30 in Brasile non è una nota a margine: l’ecoturismo è ormai un tema centrale e mostra come i viaggi consapevoli possano sostenere l’azione per il clima.

    Lo sapevi che il turismo genera circa l’8% delle emissioni globali di gas serra, soprattutto a causa dei voli e delle operazioni su larga scala? Fa impressione, vero? L’ecoturismo, al contrario, lavora su scala ridotta, con un impatto ambientale minore, e porta benefici alle comunità locali.

    Parliamo di uno degli strumenti più concreti per contrastare il cambiamento climatico. Il turismo sostenibile offre risposte sia per l’adattamento climatico sia per la tutela dell’ambiente, non solo in Brasile o nella Foresta Amazzonica, ma in tutto il mondo.

    Il turismo alla COP30 in Brasile
    Photo: Marcelo Bonifácio

    In questo quadro PlanetaEXO cura esperienze di viaggio responsabile nella natura, con un’attenzione particolare all’Amazzonia e all’ecoturismo guidato dalle comunità. È un esempio concreto di come il turismo possa alimentare la conservazione e lo sviluppo locale.

    Se ti interessa capire come la COP30 in Brasile si lega alle tue scelte di viaggio, continua a leggere. Qui sotto vediamo come l’ecoturismo si inserisce nell’agenda climatica e perché conta più che mai.

    Come l’ecoturismo aiuta a combattere il riscaldamento globale

    Il turismo sostenibile ha ottenuto un riconoscimento crescente nei vertici sul clima delle Nazioni Unite (ONU) come soluzione praticabile e scalabile per la mitigazione climatica e l’adattamento. Non sostituisce le politiche pubbliche né il cambiamento sistemico, ma rafforza quelle che gli esperti chiamano soluzioni basate sulla natura: strategie che uniscono la protezione dell’ambiente al benessere delle comunità.

    Come l'ecoturismo aiuta a combattere il riscaldamento globale
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    L’idea di usare il turismo come soluzione climatica si è evoluta parecchio da quando è stata citata per la prima volta nel 2005. Negli anni, dichiarazioni e rapporti importanti hanno formalizzato il ruolo del turismo nello sviluppo sostenibile e nella resilienza ambientale. Eccoli:

    Il turismo sostenibile entra nell’agenda climatica

    Il dibattito è iniziato formalmente alla COP11 di Montreal, quando il turismo è stato riconosciuto ufficialmente come settore rilevante per l’agenda climatica. La conferenza ne ha sottolineato il ruolo nella conservazione della biodiversità e nella riduzione della povertà, affermando che: «il turismo può sostenere la conservazione delle risorse naturali e offrire mezzi di sussistenza compatibili con la biodiversità alle comunità indigene e locali».

    Turismo sostenibile
    Photo: Isadora Sá

    L’Anno del turismo sostenibile per lo sviluppo

    Qualche anno dopo, nel 2017, l’ONU ha proclamato l’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo. Di conseguenza il turismo è stato collegato ufficialmente all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con un riconoscimento crescente del suo ruolo nella resilienza climatica.

    Quell’anno ha messo in evidenza come il turismo potesse contribuire a 12 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), in particolare su crescita economica inclusiva, uso sostenibile delle risorse e tutela della cultura. Ha inoltre chiesto a governi e industria di promuovere modelli di viaggio a basso impatto e di rafforzare il turismo guidato dalle comunità come strumento di sviluppo sostenibile.

    L'Anno del turismo sostenibile per lo sviluppo
    Tourism at COP30 Brazil

    I pilastri del turismo sostenibile

    Alla COP26 di Glasgow (2021) la discussione ha fatto un passo avanti con il lancio della Glasgow Declaration on Climate Action in Tourism, firmata da governi, organizzazioni non governative (ONG) e aziende di viaggio. La dichiarazione impegna il settore turistico a raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, con cinque pilastri d’azione principali:

    • Misurare e ridurre le emissioni di carbonio di viaggi e ospitalità;
    • Rigenerare gli ecosistemi attraverso il turismo responsabile;
    • Sostenere le economie locali e la conservazione guidata dalle comunità;
    • Garantire finanziamenti climatici alle iniziative di viaggio sostenibile;
    • Condividere in modo trasparente progressi e buone pratiche.

    Come detto, la maggior parte delle emissioni del turismo arriva dai voli, dai grandi resort e dalle crociere di massa. Lo conferma il rapporto dell’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) «Transport-related CO₂ Emissions of the Tourism Sector» (2019), che spiega come siano questi segmenti a dominare l’impronta di carbonio del settore.

    L’ecoturismo, invece, opera su scala più piccola e con un impatto minore: spesso significa spostamenti brevi, infrastrutture leggere e una gestione attenta all’ambiente.

    Nella pratica, l’ecoturismo contribuisce alla lotta al riscaldamento globale in cinque modi:

    • Abbassa le emissioni di carbonio: incoraggia un turismo più lento e più locale e riduce la dipendenza da trasporti e infrastrutture ad alte emissioni.
    • Protegge i pozzi di carbonio: conservando foreste pluviali, zone umide e altri ecosistemi, l’ecoturismo preserva i regolatori climatici naturali del pianeta.
    • Offre un reddito sostenibile a chi vive sul posto: dà un’alternativa a settori distruttivi come il taglio del legname, l’estrazione mineraria e l’agricoltura industriale.
    • Costruisce resilienza: diversifica le economie locali e rafforza le comunità di fronte agli shock legati al clima.
    • Aumenta la consapevolezza: alimenta educazione e partecipazione, e permette a chi viaggia di capire meglio la biodiversità, i saperi tradizionali e l’urgenza dell’azione per il clima.
    Il turismo alla COP30 in Brasile
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    Il cambiamento è iniziato, ma deve diventare globale

    In giro per il mondo le iniziative di turismo sostenibile hanno già iniziato a dare risultati. Un esempio arriva dalla Riserva della Biosfera Maya, in Guatemala, dove vecchie aree di disboscamento sono state convertite in zone di ecoturismo gestite dalle comunità: così si proteggono ampie superfici di foresta e allo stesso tempo si genera reddito per chi ci vive.

    COP30 in Brasile
    Photo: Mike Vondran

    In Brasile il potenziale è enorme. Destinazioni come la Foresta Amazzonica, il Pantanal e il Cerrado sono decisive per la cattura del carbonio e per la biodiversità, ma affrontano anche una forte vulnerabilità socio-ambientale.

    Inserire l’ecoturismo tra gli strumenti dei Contributi determinati a livello nazionale (NDC) del Brasile e dei piani di azione climatica darebbe un impatto misurabile, un tema destinato a guadagnare peso durante la COP30 di Belém.

    Ora, alla COP30 in Brasile, l’obiettivo è trasformare quelle dichiarazioni in azione. L’ecoturismo offre un modello già funzionante sul campo: scalabile, inclusivo e adattabile.

    La Foresta Amazzonica al centro del cambiamento climatico

    L’ecoturismo è una soluzione globale, ma il Brasile, e in particolare la Foresta Amazzonica, ha un ruolo centrale nella crisi climatica. La foresta si estende su nove Stati brasiliani, tra cui il Pará, dove copre più del 60% del territorio statale. È anche per questo che la sua capitale, Belém, è una città ospite simbolica e strategica per la COP30.

    Belém
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    L’Amazzonia regola le piogge in tutto il Sud America, stabilizza le temperature globali e ospita più biodiversità di qualsiasi altro ecosistema del pianeta. Ma è anche sotto pressione estrema.

    Nel 2023 il Rio Negro a Manaus ha toccato il livello più basso da un secolo e i dati satellitari di MapBiomas mostrano che tra il 1985 e il 2023 la regione ha perso oltre 50 milioni di ettari di copertura forestale.

    Il Rio Negro a Manaus
    Photo: Jacqueline Lisboa, WWF-Brasil

    Le siccità diventano più frequenti e più intense e mettono a rischio la capacità di rigenerazione della foresta e la vita di chi la abita. Questo contesto rafforza il peso delle alternative a basso impatto e guidate dalle comunità. L’ecoturismo non è l’unica risposta, ma è una risposta promettente e applicabile da subito.

    👉 Vuoi conoscere chi lavora ogni giorno per proteggere la Foresta Amazzonica? Scopri le storie dei guardiani della foresta.

    Viaggiare con consapevolezza in Amazzonia

    Vista la grandezza dell’Amazzonia, si capisce perché sia una delle destinazioni di punta di PlanetaEXO. Mettiamo in contatto chi viaggia con esperienze immersive che rispettano la foresta, sostengono le comunità locali e contribuiscono alla conservazione nel lungo periodo.

    Durante la COP30 chi arriva avrà la possibilità di andare oltre le mura della conferenza e vedere esempi concreti di soluzioni basate sulla natura: dagli ecolodge ai tour guidati dalle comunità locali, fino ai progetti di conservazione della foresta.

    Il turismo alla COP30 in Brasile: il futuro è sostenibile

    La COP30 in Brasile è un’occasione per il Paese di posizionarsi come riferimento globale del turismo verde. Serve però un’azione concreta: sostenere i piccoli imprenditori, investire in formazione e costruire esperienze di viaggio rispettose sono passaggi essenziali.

    Oltre alla Foresta Amazzonica, anche altre destinazioni naturali molto note come la Chapada Diamantina e i Lençóis Maranhenses offrono opportunità importanti per l’ecoturismo. La visibilità della conferenza potrebbe aiutare ad attirare investimenti e attenzione su questi modelli di viaggio sostenibile, unici e ancora poco esplorati.

    Viaggia con PlanetaEXO e fai parte della soluzione climatica

    Ora sappiamo come l’ecoturismo possa essere parte della soluzione climatica. Di fronte alle sfide che l’umanità ha davanti, ogni azione conta.

    👉 Scopri le nostre destinazioni sostenibili in Brasile e trova esperienze che generano un impatto positivo sulla natura e sulle comunità locali.

  • Giornata della Protezione delle Foreste: 7 guardiani dell’Amazzonia

    Giornata della Protezione delle Foreste: 7 guardiani dell’Amazzonia

    Per celebrare la ricorrenza, conosci più da vicino chi lavora ogni giorno per preservare l’Amazzonia, il più grande rifugio di biodiversità del pianeta.

    Ti sei mai fermato a pensare al ruolo vitale che le foreste hanno nell’equilibrio del nostro pianeta? Come grandi polmoni verdi regolano il clima, producono ossigeno e sostengono la vita di milioni di specie, compresa la nostra. Ma se sono così essenziali, perché non sono ancora al centro delle priorità globali?

    In Brasile la Giornata della Protezione delle Foreste, che si celebra il 17 luglio, ricorda l’urgenza di preservare questo patrimonio naturale: dopotutto, proteggere le foreste significa proteggere il futuro. La data rende omaggio al Curupira, il guardiano delle foreste nel folklore brasiliano, e richiama l’attenzione sulla grandezza della Foresta Amazzonica, che ospita circa il 20 per cento della fauna mondiale, più di 50.000 specie di piante e diverse comunità tradizionali che vivono in equilibrio con la foresta.

    Giornata della Protezione delle Foreste

    Ma chi sono i veri guardiani di questo territorio? Quali storie ci sono dietro la difesa della più grande foresta pluviale del mondo? In questo articolo conoscerai alcuni dei leader in prima linea nella lotta per l’Amazzonia. Scopri chi sono i Guardiani della Foresta Amazzonica e come il turismo di base comunitaria può tenere viva questa missione:

    Roberto Brito

    Da taglialegna a leader della comunità rivierasca di Tumbira

    Un tempo, quando Roberto guardava un albero, la prima cosa che gli veniva in mente era il prezzo a cui poteva venderne il legno sul mercato. Ogni albero portava un’etichetta con numeri diversi. Oggi lo scenario è diverso: l’albero, i fiumi, gli animali fanno parte di un ambiente di cui anche lui è parte viva e attiva.

    A 50 anni Roberto Brito è uno dei leader della comunità di Tumbira, nella Riserva di Sviluppo Sostenibile (RDS) del Rio Negro, in Amazonas. Gestisce alloggi che accolgono chi cerca esperienze autentiche in Amazzonia e guida altre attività turistiche della comunità.

    «Prima vedevo un prezzo sugli alberi, su tutto. Ora capisco il significato del valore, il valore che la foresta ha nella mia vita», ha raccontato a PlanetaEXO. Roberto ha organizzato la comunità in modo che tutti partecipino agli itinerari, dalla produzione artigianale alla cucina fino alla guida sui sentieri. Insiste su un punto: il turismo di base comunitaria non deve avere senso solo per chi ci vive, è una priorità di tutti. Del resto chi abita lungo il fiume non è soltanto un ospite che accoglie, ma è parte della stessa natura che vogliamo proteggere.

    Guardiani della Foresta Amazzonica: Roberto Brito
    Photo: Felipe Beltrame

    Nilde Silva

    Alla guida di un ecolodge nel cuore della foresta

    Nilde Silva è nata e cresciuta lungo il fiume ad Acajatuba, in Amazzonia, ed è la fondatrice del Caboclos House Ecolodge, una struttura sostenibile costruita con materiali della foresta e gestita da chi vive sul posto. Alla guida dell’impresa propone esperienze immersive che collegano chi viaggia alla cultura, alla gastronomia e alla vita quotidiana delle comunità rivierasche, in modo responsabile.

    Riconosciuta per il suo ruolo di guida, Nilde ha vinto la tradizionale Prova da Farinha nel 2021 ed è stata premiata dal Sebrae come imprenditrice. L’ecoturismo è stato decisivo per conquistare l’indipendenza e, soprattutto, per dimostrare che nella foresta si può fare impresa con identità e rispetto. Per il suo lavoro Nilde è un esempio di leadership femminile e un riferimento per altre donne amazzoniche, in particolare per la sua battaglia a favore della tutela ambientale dell’Amazzonia.

    Juma Xipaya

    Prima donna capo villaggio tra i popoli del medio Xingu

    Spesso, quando pensiamo a un capo villaggio, la prima immagine che associamo al nome è maschile, per anni di tradizione nell’immaginario collettivo. Juma Xipaia ha cambiato le cose. Leader indigena del popolo Xipaya, è stata la prima donna a diventare capo del suo villaggio, nel Pará. Ha ottenuto visibilità internazionale denunciando pubblicamente la presenza di estrazione mineraria illegale nel suo territorio ed è diventata una delle principali voci indigene in difesa dell’Amazzonia.

    La leader è anche coordinatrice dell’Istituto Juma Xipaia e comunicatrice, e partecipa a eventi in Brasile e nel mondo come donna indigena e guardiana dello Xingu. Ha presentato di recente il documentario «Yanuni», del regista Richard Ladkani, in collaborazione con l’attore Leonardo DiCaprio. La produzione racconta la storia dei Juma e la loro lotta contro l’estrazione mineraria illegale. Per Xipaya proteggere il territorio significa preservare la propria cultura, la propria storia e il proprio futuro.

    @tribeca

    Txai Suruí

    Radici amazzoniche, resistenza e leadership globale

    Txai Suruí è cresciuta in mezzo alla foresta, tra i canti, i rituali e gli insegnamenti del popolo Paiter Suruí, nella Terra Indigena Sete de Setembro, in Rondônia. Figlia di Almir Suruí, leader indigeno riconosciuto, porta con sé fin da piccola l’eredità della lotta e del legame con la natura. Con la sua presenza pacata e la parola ferma, Txai si è imposta come una delle voci principali della gioventù indigena brasiliana. Il suo lavoro va oltre i confini del villaggio e unisce tradizione, spiritualità e mobilitazione politica.

    Attivista ambientale e difensora dei diritti dei popoli indigeni, Txai è diventata la donna indigena brasiliana più conosciuta al mondo dopo il discorso all’apertura della COP26 di Glasgow. Era l’unica brasiliana sul palco e da lì ha denunciato la violenza contro i popoli della foresta e l’avanzata della deforestazione in Amazzonia.

    In Rondônia lavora a iniziative di protezione del territorio e al rafforzamento dei giovani leader. In questo modo Txai rappresenta una generazione che resiste con saggezza e allo stesso tempo dialoga con il mondo senza perdere le proprie radici.

    Giornata della Protezione delle Foreste: Txai Suruí
    @levitapuia

    Izolena Garrido

    Trasformazione e tutela attraverso l’arte

    Insegnante, Izolena Garrido ha fondato un laboratorio nella comunità di Tumbira perché credeva nella forza dell’arte e dei saperi tradizionali come leva di trasformazione. In casa sua ha creato uno spazio dove produce bio-gioielli e artigianato con semi e pigmenti naturali, accogliendo ragazze e ragazzi in situazioni di fragilità. Per lei proteggere la propria gente è anche proteggere la foresta.

    Lì la natura dialoga e ogni fatto è collegato agli altri, dalla pioggia che cade a chi passa dal laboratorio e scopre il lavoro di Izolena. «Tutto è un ciclo. Perché noi possiamo avere i semi che usiamo nell’artigianato servono la pioggia, l’acqua del fiume, la terra. Se una cosa si ferma, non succede. Dobbiamo tenerlo in movimento», spiega.

    Oggi Izolena è una delle leader della comunità e un riferimento per le iniziative che uniscono arte, educazione e tutela nel contesto rivierasco. I suoi pezzi sono già stati esposti alla São Paulo Fashion Week, la più grande settimana della moda del Brasile, e il progetto riceve il sostegno di marchi come Louis Vuitton. Per Izolena l’arte può curare i traumi, rafforzare l’autostima e il legame con il territorio.

    José Pancrácio

    Capo della comunità di Nova Esperança

    José Pancrácio è il capo della comunità indigena di Nova Esperança, nella Riserva di Sviluppo Sostenibile (RDS) Puranga Conquista, in Amazonas, ed è uno dei principali leader del popolo Baré. È in prima linea in azioni che uniscono protezione ambientale, turismo di base comunitaria ed educazione. Sotto la sua guida la comunità porta avanti progetti come il rilascio dei piccoli di tartaruga amazzonica, che rafforzano l’impegno collettivo per la tutela dell’ambiente.

    Fin da giovane José ha capito che non c’era altro modo di cambiare le cose e mantenere l’eredità culturale del suo popolo se non attraverso l’educazione dei bambini. Tra i risultati più simbolici c’è la costruzione della scuola della comunità, resa possibile con i fondi raccolti grazie all’ecoturismo. Il reddito generato dalle visite è stato decisivo per garantire la struttura dell’edificio, con aule e materiali di base.

    Per Pancrácio l’ecoturismo migliora direttamente la vita di chi si prende cura della foresta ogni giorno. Soprattutto, spiega l’importanza dello scambio culturale: quando i turisti arrivano nella comunità, è sempre un grande piacere mostrare loro la storia e le tradizioni del popolo Baré.

    Capo della comunità indigena di Nova Esperança: Cacife José Pancrácio
    Photo: Isadora Sá

    Daniel Gutierrez Govino

    Una brigata forestale per proteggere la foresta

    Daniel Gutierrez Govino è il fondatore della Brigata Forestale Comunitaria di Alter do Chão, nel Pará. Dal 2017 mobilita chi vive sul posto per prevenire e combattere gli incendi forestali, con il supporto dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e di partner come il World Wide Fund for Nature (WWF). La brigata lavora con tecniche miste, droni e comunicazione in rete, ed è un riferimento nell’azione comunitaria contro gli incendi in Amazzonia.

    Oltre alla risposta alle emergenze, Daniel si impegna nella formazione dei pompieri e nell’educazione ambientale come strade per rafforzare il protagonismo locale. Per lui proteggere la foresta parte da chi ci vive. Anche per questo il suo lavoro ha ottenuto visibilità internazionale, con la partecipazione alla COP26 e il sostegno di organizzazioni per i diritti umani e per l’ambiente.

    Come possiamo aiutare a proteggere la foresta?

    In PlanetaEXO crediamo che ogni viaggio possa generare un impatto positivo e preservare l’ambiente in cui viviamo. La nostra missione è metterti in contatto con esperienze autentiche e sostenibili, promuovendo l’ecoturismo di base comunitaria in Amazzonia e in altre destinazioni naturali del Brasile. Abbiamo selezionato avventure che rispettano l’ambiente e danno forza a chi vive in queste regioni, guardiani della Foresta Amazzonica compresi.

    Un altro modo di sostenere questa causa sono i progetti di conservazione in Amazzonia, promossi da organizzazioni come l’Instituto Socioambiental (ISA) e la Fundação Amazônia Sustentável (FAS). Entrambe lavorano da decenni per proteggere la foresta e i popoli tradizionali e ricevono donazioni per continuare questo lavoro essenziale. L’Amazzonia sostiene il clima, ospita milioni di vite e custodisce la storia dei popoli indigeni: difenderla è un impegno collettivo.

  • Ecoturismo in Amazzonia: una risposta alla deforestazione

    Ecoturismo in Amazzonia: una risposta alla deforestazione

    Mentre la deforestazione minaccia l’Amazzonia, l’ecoturismo in Amazzonia si afferma come una delle risposte possibili, con startup come PlanetaEXO che lavorano al fianco della conservazione e delle comunità locali.

    La Foresta Amazzonica, spesso chiamata «polmone della Terra», sta affrontando una delle sfide più critiche degli ultimi decenni. I tassi di deforestazione sono saliti moltissimo: ogni anno vengono disboscati oltre 10.000 chilometri quadrati di foresta, per il taglio illegale di legname, l’attività mineraria e la conversione dei terreni in agricoltura. A questo si aggiungono incendi da record e siccità persistenti, con oltre 50.000 focolai attivi in tutto il Brasile.

    Il turismo sostenibile verso la Foresta Amazzonica sta emergendo come strategia concreta per contrastare questa crisi ambientale e allo stesso tempo sostenere le comunità locali.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica
    “Locally guided tours help shift the focus away from destructive practices.” – Photo: João Paulo Krajewski

    PlanetaEXO, startup dedicata ai viaggi a basso impatto, lavora a stretto contatto con queste comunità per proporre tour in Amazzonia in Brasile che mettono al primo posto sia la conservazione dell’ambiente sia l’autonomia delle comunità. «Abbiamo visto con i nostri occhi come gli ecolodge e i tour guidati dalla gente del posto spostino l’attenzione lontano dalle pratiche distruttive», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO.

    «Mettendo in contatto chi viaggia con esperienze autentiche che portano un beneficio alle comunità locali, promuoviamo un modello di turismo che sostiene le persone e il pianeta», aggiunge.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica: come può ridurre la deforestazione
    A sanctuary for biodiversity and a symbol of sustainable tourism: Cristalino Ecological Reserve

    Secondo un rapporto del World Wildlife Fund (WWF), l’ecoturismo in Amazzonia può ridurre la deforestazione offrendo una fonte di reddito alternativa alle industrie che sfruttano la foresta.

    Il WWF sostiene che il turismo responsabile può contribuire a mantenere oltre il 50% della biodiversità della foresta e allo stesso tempo affrontare le sfide del clima, proteggendo ampie superfici dal disboscamento.

    Comunità locali più forti grazie al turismo sostenibile

    I benefici del turismo sostenibile non si fermano alla tutela dell’ambiente. L’ecoturismo crea anche opportunità economiche per le comunità locali, molte delle quali indigene, che da sempre custodiscono l’Amazzonia.

    Un esempio forte di questa trasformazione, raccontato da Projeto Draft, è la storia di Roberto Brito Mendonça, di Iranduba, nello stato di Amazonas. Come suo padre e suo nonno, Roberto era un taglialegna e viveva della foresta. Nel 2008 la sua terra è entrata a far parte della Riserva di Sviluppo Sostenibile del Rio Negro e il suo lavoro è finito a rischio. Davanti all’incertezza, Roberto è passato al turismo e nel 2012 ha aperto la Pousada do Garrido, una delle 24 attività turistiche della zona.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, una risposta alla deforestazione
    “The Amazon we want is one full of life – and when I say life, I mean especially the human lives that are part of it,” says Roberto Brito.

    «L’accesso all’istruzione e alla tecnologia è fondamentale per la sostenibilità», dice Roberto. «Se tutti avessero questa possibilità, potremmo tracciare una rotta nuova per la foresta. L’Amazzonia che vogliamo è piena di vita e, quando dico vita, intendo soprattutto le vite umane che ne fanno parte».

    La sua storia mostra come il turismo sostenibile possa offrire un’alternativa alle industrie estrattive e permettere alle comunità locali di conservare sia la natura sia il proprio modo di vivere.

    Ecolodge che danno l’esempio

    Strutture come l’Uakari Lodge, nella Riserva Mamirauá a Tefé, e il Cristalino Lodge, ad Alta Floresta nel Mato Grosso, mostrano bene il ruolo degli ecolodge nell’ecoturismo. L’Uakari si trova in un ecosistema semi-allagato che rappresenta il 3% dell’Amazzonia e punta a proteggere la biodiversità locale sostenendo undici comunità locali.

    Il lodge lavora con la sostenibilità al centro: energia solare, raccolta e stoccaggio dell’acqua piovana, trattamento dei reflui con microrganismi al posto dei prodotti chimici. Perfino le tegole sono fatte con bottiglie di plastica riciclate.

    Ecolodge che guidano le pratiche sostenibili, Uakari Lodge
    “Uakari Lodge aims to protect local biodiversity while supporting eleven local communities.”

    Agli ospiti si chiede di ridurre i consumi di energia e tutti i rifiuti vengono trattati prima di tornare al fiume. Con il suo modello di turismo comunitario, l’Uakari offre lavoro e formazione alle persone del posto, in modo che l’attività del lodge abbia un impatto minimo sull’ambiente.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, una risposta alla deforestazione

    Il Cristalino Lodge, invece, è un ecolodge inserito in una delle più grandi riserve private dell’Amazzonia e protegge oltre 11.000 ettari di foresta, un’area quasi doppia rispetto all’isola di Manhattan. Questa superficie resta intatta, ricca di biodiversità, e sostiene un lavoro di conservazione importante.

    Il Cristalino Jungle Lodge dà l’esempio nell’ecoturismo nella Foresta Amazzonica
    Being atop Cristalino Lodge’s 164-foot towerview  is a breathtaking sight. – Photo: Andre Dib

    Il lodge adotta un’architettura sostenibile che rispetta la natura, con sistemi di trattamento dei reflui e delle acque di scarico, riscaldamento solare dell’acqua, energia solare e riciclo: protocolli pensati tutti per ridurre al minimo l’impatto delle sue attività. Limitando il numero di ospiti per guida in ogni escursione, il Cristalino garantisce un’esperienza a basso impatto.

    Pannelli solari che alimentano un ecolodge a basso impatto nella Foresta Amazzonica
    “The lodge adopts sustainable architecture that respects nature.” – Photo Samuel Melim

    Chi soggiorna nei due lodge dell’Amazzonia parte per trekking ed escursioni guidate e tocca con mano quanto sono complessi gli ecosistemi amazzonici.

    L’Uakari Lodge è un rifugio per specie uniche come l’uakari dalla faccia bianca, mentre il Cristalino Lodge sostiene ricerche che hanno documentato oltre 1.356 specie vegetali diverse, sei delle quali prima sconosciute alla scienza.

    Promuovendo un turismo a basso impatto, Uakari e Cristalino contribuiscono a conservare la foresta e a garantire un reddito stabile alle comunità locali.

    Impatto economico e globale del turismo sostenibile in Amazzonia

    Il confronto economico fra turismo sostenibile e sfruttamento privato dell’Amazzonia dice molto sul peso dei viaggi a basso impatto. Secondo la Banca Mondiale, il turismo sostenibile in Amazzonia vale circa 2,3 miliardi di dollari all’anno.

    Anche se si tratta solo di circa il 5% dei 45 miliardi di dollari generati dallo sfruttamento privato della foresta fra agricoltura, taglio del legname ed estrazione mineraria, l’ecoturismo resta un alleato essenziale della conservazione.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica in Brasile
    Photo: Samuel Melim

    Oltre al valore economico, il turismo sostenibile fa conoscere la crisi della deforestazione in Amazzonia e il suo effetto sul clima globale. Chi vede la distruzione con i propri occhi spesso torna a casa e sostiene progetti di conservazione nel proprio Paese.

    L’ecoturismo contribuisce anche all’educazione ambientale e aiuta a capire meglio perché servono pratiche sostenibili in tutto il mondo.

    Ecoturismo nella Foresta Amazzonica, are azzurre
    Photo: Jorge Lopes

    Con i tour a basso impatto che contribuiscono sempre di più alla tutela e al ripristino della natura, l’ecoturismo può cambiare il modo in cui il mondo guarda alla deforestazione. Chi viaggia sostiene questo lavoro e si crea una situazione in cui tutti ci guadagnano: il turismo finanzia la conservazione delle risorse naturali dell’Amazzonia.

    Un invito ad agire

    Mentre la deforestazione continua a minacciare uno degli ecosistemi più importanti del pianeta, il turismo sostenibile indica una strada. Spostando gli incentivi economici e aumentando la consapevolezza globale è possibile ridurre la pressione sull’Amazzonia e proteggere la sua biodiversità per le generazioni future.

    In PlanetaEXO crediamo che ogni viaggiatore possa fare la differenza. I nostri eco-tour propongono esperienze di turismo autentico e responsabile, che portano un beneficio all’ambiente e alle comunità che vivono della foresta. Scegliendo il turismo sostenibile, possiamo far parte tutti della soluzione.